Intercomunione delle Famiglie

Australia. Vescovo indagato per aver scritto un pamphlet sul matrimonio.

Indagato a causa di un pamphlet, giudicato «gravemente, ingiusto», «offensivo e umiliante», solo perché invitava le scuole cattoliche a non fare propri i criteri della cultura mondana sul matrimonio. A raccontare la vicenda che lo ha coinvolto è stato l’arcivescovo cattolico della diocesi australiana di Hobart (Tasmania), Julian Porteous, che il 12 novembre scorso ha scritto di aver ricevuto una notifica da parte del dipartimento Anti-discriminazioni che lo avvisava dell’apertura di un’indagine per verificare la sua colpevolezza. Porteous ha spiegato che l’accusa nei suoi confronti è di violazione della legge contro la discriminazione del 1998, che alla sezione 17 proibisce l’offesa, umiliazione, intimidazione, insulto o ridicolizzazione in base alla razza, religione e orientamento sessuale.

IL CASO. Il pamphlet indirizzato alle scuole cattoliche della Tasmania e intitolato Non fare confusione sul matrimonio aveva già scatenato le ire della comunità lgbt all’inizio di settembre. Martine Delaney, attivista transessuale e candidato dei Verdi, aveva spiegato che la parola della Chiesa «offende ed umilia» le coppie formate da persone dello stesso sesso poiché mette in dubbio la sanità dei «bambini cresciuti da persone dello stesso sesso». Il 15 settembre, proprio Delaney aveva poi denunciato il caso, valutato e ora accolto dal dipartimento Antidiscriminazione che ha aperto le indagini. Il Senato ha poi bocciato una mozione presentata dal senatore Eric Abetz in difesa del diritto della Chiesa a distribuire il libretto. Porteous si era detto speranzoso di risolvere la questione attraverso la mediazione, ma Delaney ha fatto sapere che vuole le scuse del vescovo.

IL PAMPHLET. «La mia intenzione era quella di assistere la comunità cattolica nella comprensione degli insegnamenti della Chiesa in un periodo in cui il dibattito su queste vicende è diffuso all’interno della comunità (…) di inspirare il dibattito in quanto leader della Chiesa cattolica della Tasmania e di assicurare la comprensione della comunità cattolica su quello in cui crede rispetto al matrimonio». Nell’opuscolo di 18 pagine il vescovo ha solo ricordato alle scuole cattoliche che «la Chiesa cattolica ha profondamente a cuore il matrimonio perché è un bene fondamentale per se stessa, un istituto di naturale e umana fioritura benedetto da Dio».

Articolo tratto da “Tempi”